È l’obiettivo primario di tutti gli artisti che vogliono vivere della propria musica: monetizzare, ovvero convertire la propria arte in moneta sonante, quella che serve per pagare le bollette e la spesa.

Non è facile, ma ci possono essere delle opzioni che non hai ancora considerato: ecco quindi tre azioni che puoi prendere subito in considerazione per monetizzare il tuo catalogo musicale.

  1. Distribuzione digitale

Un distributore digitale è una piattaforma che ti consente di gestire la tua musica sulle più note piattaforme di ascolto e streaming, come Spotify, YouTube, Apple Music e molti altri. È una tra le prime cose che gli artisti fanno per monetizzare la loro musica e ti consente di ridurre gli sforzi rispetto al caricamento manuale della tua musica su ciascuna delle piattaforme selezionate. Ecco quattro distributori digitali da valutare per selezionare quello più adatto alle tue esigenze:

  • TuneCore – Tra i servizi più conosciuti per distribuire la propria musica online, su piattaforme come Spotify, iTunes/Apple Music, YouTube Music, Amazon Music e TikTok.
  • CdBaby – Rende la tua musica disponibile in oltre 150 servizi di streaming e download, inclusi Spotify, Apple Music, TikTok, Amazon, Pandora, YouTube e Deezer
  • DistroKid – Ottimo rapporto qualità prezzo: 19.99$ per caricare album e canzoni illimitate per un anno.
  • TheOrchard – The Orchard si occupa di distribuzione digitale di contenuti multimediali e fornitura di servizi alle etichette discografiche indipendenti. Opera attraverso un network globale di rivenditori digitali e fisici.
  • Creazione di musica per piattaforme di vendita di contenuti stock royalty-free

Tutti conoscono Getty Images o Shutterstock per l’acquisto di immagini e foto stock, pochi sanno che spesso queste piattaforme hanno anche una divisione legata ai contenuti audio che – proprio come le foto – vengono venduti con licenza royalty free retribuendo i creatori per ogni acquisto. Non è certo il caso di caricare qui il vostro prossimo album, ma se parliamo di monetizzazione c’è molto che queste piattaforme possono fare: crea una base audio originale e caricala sulla piattaforma, ogni volta che verrà acquistata tu riceverai parte dell’introito.

Ecco tre piattaforme di contenuti audio stock royalty free:

  • Epidemic Sound: ha anche stretto una partnership con Getty Images e consente di caricare i proprio contenuti ed essere pagati per ogni utilizzo che gli utenti fanno delle vostre creazioni.
  • Premium Beat: se Epidemic Sound lavora in partnership con Getty Images, Premium Beat è il partner di Shutterstock. Il funzionamento è simile, ma attenzione: i contenuti caricati devono essere in esclusiva per Premium Beat, quindi non potrete caricarli altrove.
  • AudioJungle: questa volta parliamo del partner di Envato per la vendita di audio stock. Il funzionamento è simile alle altre piattaforme: si caricano le proprie creazioni e si viene retributi in base alle vendite.
  • Merchandising

È giunto da tempo il momento di dire addio alla vecchia concezione del merchandising, cioè quello venduto solo ed esclusivamente attraverso il banchetto del Merch ai concerti. Oggi t-shirt, felpe e gadget brandizzati con il loro e lo stile della tua band possono essere venduti anche online. In più, se sono ben fatti, rischiano di essere anche un ottimo veicolo pubblicitario, attirando l’attenzione sul nome della band e comunicando un messaggio fatto di stile, attitude e mood.

Ci sono moltissime piattaforme in cui è possibile creare e vendere merchanding, e sono piattaforme nazionali e internazionali. Nella maggior parte dei casi non è nemmeno necessario avere un magazzino di prodotti, ma si tratta di condividere la grafica e lasciar gestire a loro creazione e spedizione. Qualche nome? Dai un’occhiata a Sellfy, SpreadShop e Teeser.