L’ascolto in streaming di musica è stata la più grande rivoluzione musicale dai tempi dell’invenzione del vinile. Non temiamo di esagerare in questo, perché parliamo di una innovazione che ha completamente rivoluzionato il mercato musicale, le modalità di fruizione, di monetizzazione e con tutta probabilità che ha anche influenzato la diffusione di determinati generi di musica a discapito di altri.

La cosiddetta “musica liquida”, non più legata a un oggetto fisico, non più necessariamente da ascoltare seguendo l’ordine delle tracce su un album, senza più libretti fisici ad accompagnare il disco, è ormai una realtà consolidata in tutto il mondo, tanto che non solo l’industria musicale (che lo aveva già fatto da tempo) ma anche i grandi eventi televisivi sono arrivati a riconoscerne l’importanza, citando i dati degli ascolti in stream degli artisti, dando importanza alle classifiche Spotify e selezionando i cast anche in base alla popolarità acquisita sul web (si vedano i recenti cast e meccanismo di voto di X Factor e Sanremo 2021). E si sa che quando qualcosa raggiunge gli schermi televisivi siamo di fronte alla sua definitiva istituzionalizzazione.

Questo (ormai non più) nuovo modo di fruire la musica ha portato i giovani artisti emergenti a approfondire i meccanismi di Spotify e ad elaborare strategie, più o meno valide, per aumentare gli stream ed essere inclusi in paylist ad alto ascolto.

Poi è arrivata la pandemia, e la parola “streaming” ha assunto per la maggioranza degli ascoltatori di musica un significato del tutto nuovo: non solo ascolti su Spotify e YouTube ma anche concerti in streaming, gratis o a pagamento a seconda della piattaforma prescelta. Questa nostra “nuova normalità” ha obbligato artisti e operatori del settore a trovare nuovi modi per coinvolgere i fan e – nell’era del web – questi nuovi modi non potevano che passare attraverso la rete. Ecco dunque che alcuni tra i grandi nomi della musica si sono dedicati all’organizzazione di concerti in streaming: dai Gorillaz a Dua Lipa, dai Kiss a Liam Gallagher, fino ai nostrani Barezzi Festival, con la sua serie di concerti in streaming, Vinicio Capossela, per arrivare addittura alla prima della Scala trasmessa in streaming.

Il grande pubblico, di conseguenza, si sta abituando alla fruizione degli eventi in streaming (anche se naturalmente non smette di sperare che si possa tornare al più presto possibile alla fruizione dal vivo di musica e arte) e questa può rappresentare una opportunità non soltanto per i grandi nomi, ma anche per gli artisti e le label emergenti.

Organizzare un live stream di una esibizione non è mai stato così facile: oltre ai già ben noti strumenti messi a disposizione Facebook e YouTube, ora stanno nascendo in ogni dove piattaforme che consentono l’organizzazione di streaming a pagamento, e che in molti casi si prendono cura anche dell’aspetto della vendita dei biglietti. Ve ne segnaliamo solo qualcuna, ma sappiate che ce ne sono davvero tante sul mercato oggigiorno: Veeps.com (internazionale, gestisce anche la vendita dei biglietti e con una buona sezione di FAQ), Twitch (piattaforma di streaming live interattiva), Livestream (parte dell’universo Vimeo).

Le opportunità offerte da questa piattaforma sono infinite: potenzialmente, ogni artista ha la possibilità di raggiungere in qualsiasi momento un pubblico virtuale senza alcun limite geografico, la libertà creativa ne guadagna e i costi per la realizzazione di questo genere di live concerts è certamente di molto inferiore rispetto ai costi da sostenere per un evento fisico.

Il principale pericolo, invece, è quello a cui si espone chi decide di lanciarsi in questo tipo di iniziative senza aver costruito una solida fanbase: il rischio è quello di fare un buco nell’acqua. Per gli eventi fisici come per quelli online, infatti, è essenziale poter contare su un pubblico affezionato, disposto a investire qualche euro per sentire la nostra musica e a dedicare del tempo a un evento, online o offline che sia. La costruzione di una fanbase resta un elemento essenziale per la promozione di un artista, e questo è un elemento che nessuna pandemia o rivoluzione tecnologica potrà mai modificare.